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Tecnologie quantistiche critiche e Golden Power: cosa sapere

Pubblicato il 24/07/2026


Le tecnologie quantistiche hanno smesso di essere soltanto un tema scientifico e sono diventate materia di sicurezza nazionale, tanto che l'ordinamento italiano le include esplicitamente tra gli asset su cui lo Stato può esercitare il Golden Power. Per imprese, startup e investitori del settore questo cambia radicalmente la geografia delle operazioni commerciali, ad esempio: round di finanziamento, acquisizioni e trasferimenti tecnologici possono richiedere una notifica preventiva e attendere l'esito di un'istruttoria formale da parte dello stato perchè si possano concretizzare.

Questa guida spiega il motivo strategico di tutto questo, il funzionamento essenziale dello strumento, gli impatti pratici su chi fa impresa quantum in Italia e il quadro europeo in cui la vicenda si inserisce, mostrando anche perché la risposta di sistema passa da capacità nazionali come l'emulazione quantistica. Va detto subito che in questo documento il tema è trattato sotto il profilo della divulgazione strategica e non di consulenza legale. Per le operazioni concrete il supporto di uno studio specializzato in Golden Power resta un requisito imprescindibile.

Cosa sono le tecnologie critiche?

Sono le tecnologie il cui controllo incide sulla sicurezza e sull'autonomia strategica di un Paese, al punto che se finissero sotto controllo ostile, oppure se l'accesso venisse negato, il danno risulterebbe sistemico. Le liste, aggiornate periodicamente a livello nazionale ed europeo, includono semiconduttori, intelligenza artificiale, biotecnologie e, con evidenza crescente, le tecnologie quantistiche in tutte e tre le loro declinazioni, dal calcolo alla comunicazione fino alla sensoristica. La logica che le sostiene è duplice, perché mira sia a proteggere le imprese nazionali da acquisizioni predatorie sia a presidiare le filiere da cui dipendono difesa e infrastrutture. Chi opera nel quantum deve interiorizzare questo status, dato che non si trova in un settore tech qualunque ma in un ambito osservato dallo Stato, con i vincoli e le opportunità che ne derivano.

Il processo Golden Power in tre fasi, dalla qualifica di tecnologia critica alla notifica alla Presidenza del Consiglio fino all'istruttoria con esito
Dalla qualifica di tecnologia critica alla notifica e all'istruttoria, con esito di autorizzazione, condizioni o veto.

Perché il quantum è considerato critico?

Le ragioni sono tre e restano molto concrete. La prima riguarda la crittoanalisi, perché l'algoritmo di Shor minaccia la crittografia che protegge comunicazioni governative, militari e finanziarie, e chi arriverà per primo a un hardware maturo disporrà di una finestra di vantaggio informativo senza precedenti, mentre sul fronte opposto la crittografia post-quantistica diventa a sua volta materia di sicurezza nazionale. La seconda riguarda la sensoristica quantistica, dato che magnetometri, gravimetri e sistemi di navigazione indipendenti dal GPS trovano applicazioni militari dirette. La terza è il vantaggio computazionale atteso su simulazione e ottimizzazione, rilevante per i materiali energetici e per la logistica della difesa. È la natura dual-use nella sua forma più pura, perché la stessa tecnologia serve sia in laboratorio ch in ambito militare.

Perché un computer quantistico minaccia la crittografia attuale

La sicurezza delle comunicazioni digitali poggia oggi in larga parte sulla crittografia a chiave pubblica, come RSA e le curve ellittiche, la cui robustezza dipende dalla difficoltà di fattorizzare numeri molto grandi o di risolvere il logaritmo discreto con i calcolatori classici. L'algoritmo di Shor, eseguito su un computer quantistico abbastanza grande e corretto dagli errori, ridurrebbe quei problemi a un tempo di calcolo minimo, facendo cadere le fondamenta di quello schema. Un hardware con questa capacità non esiste ancora, tuttavia la minaccia è già attuale a causa della logica nota come "harvest now, decrypt later", con cui un avversario intercetta e conserva oggi il traffico cifrato per decifrarlo in futuro, quando la macchina sarà disponibile. È questa prospettiva che spinge governi e infrastrutture critiche a pianificare fin da ora la migrazione verso algoritmi post-quantistici resistenti.

Come funziona il Golden Power, in essenza?

Il Golden Power è lo strumento con cui il Governo italiano può opporsi a una operazione societaria che tocchi asset strategici, oppure condizionarla e imporle prescrizioni. Nato per la difesa e la sicurezza, è stato esteso nel tempo a energia, trasporti, comunicazioni e alle tecnologie critiche, quantum incluso. Il meccanismo essenziale prevede che le operazioni rilevanti, di norma acquisizioni di controllo o partecipazioni qualificate e soprattutto quando provengono da soggetti extra-UE, vengano notificate alla Presidenza del Consiglio, che entro tempi definiti può autorizzare, imporre condizioni oppure, nei casi estremi, vietarne l'applicabilità. La documentazione ufficiale è pubblicata sul sito del Governo (documento Golden Power), mentre l'applicazione concreta resta materia da affidare a specialisti del settore; ogni operazione va valutata caso per caso. Vale la pena ricordare che il Golden Power funziona più come un filtro che come un divieto, perché la grande maggioranza delle operazioni notificate viene autorizzata, spesso con prescrizioni, e la trasparenza verso l'istruttoria diventa essa stessa un fattore di rapidità.

Quando scatta la notifica per il settore quantum?

Semplificando quanto serve, il perimetro comprende le operazioni che trasferiscono il controllo o partecipazioni rilevanti di imprese attive nelle tecnologie critiche, insieme agli atti che dispongono di asset strategici, come la cessione di rami tecnologici o gli accordi che concedono a terzi la disponibilità di know-how sensibile. Per il quantum la qualifica di tecnologia critica rende il presidio particolarmente ampio, e la prassi si è orientata alla prudenza, tanto che nel dubbio si preferisce adottare la notifica. I tempi dell'istruttoria, che restano settimane gestibili se pianificate per tempo, vanno incorporati nei calendari delle operazioni di business. Sarebbe un errore considerare la notifica un ostacolo da aggirare, perché le sanzioni per omissione sono severe e la sanabilità a posteriori è tutt'altro che garantita. La prassi virtuosa che si è consolidata è la pre-notifica informale, cioè un confronto preliminare con gli uffici competenti che riduce l'incertezza sull'esito e accorcia di fatto i tempi complessivi dell'operazione.

Cosa significa per startup e investitori?

Le conseguenze operative sono essenzialmente tre. Per le startup la struttura societaria e i round vanno disegnati sapendo che un investitore extra-UE rilevante può attivare il presidio, con tempi e documentazione da mettere in conto, e conviene trattare questo aspetto come un costo di transazione da gestire con consulenza specializzata fin da subito. Per gli investitori la due-diligence deve includere l'analisi Golden Power, mentre la presenza dello Stato come osservatore andrebbe letta anche come segnale del valore strategico riconosciuto al settore. Per entrambi le partnership con soggetti istituzionali e i programmi nazionali diventano un asset, perché ancorano l'impresa all'ecosistema strategico-nazionale. Il vincolo, quando è ben gestito, si trasforma in posizionamento, dato che in questi settori essere un'impresa rilevante per il Golden Power equivale a essere un'impresa che lo Stato considera strategica, un'etichetta che pesa anche nelle trattative.

Qual è il quadro europeo?

Il quadro europeo è coerente con quello nazionale e converge nella stessa direzione. L'Unione ha inserito le tecnologie descritte tra le aree critiche della propria strategia di sicurezza economica, raccomandando agli Stati membri di valutare i rischi su calcolo, comunicazione e sensoristica quantistici. Il regolamento sullo screening degli investimenti esteri coordina i meccanismi nazionali, di cui il Golden Power rappresenta la versione italiana, mentre programmi come la Quantum Flagship finanziano la capacità tecnologica interna, nella convinzione che proteggere senza costruire lasci la strategia a metà. Il messaggio complessivo per chi opera nei settori è che si svilupperà dentro un perimetro sorvegliato, con capitali più selettivi ma anche con una domanda pubblica strutturale che va dalla difesa alle infrastrutture. Per un'impresa italiana saper leggere entrambi i piani, cioè il vincolo nazionale e l'opportunità europea, è ormai parte della strategia tanto quanto il prodotto.

Che rapporto c'è con la sovranità tecnologica?

Il Golden Power funziona come uno scudo, mentre la sovranità tecnologica è la spada, e senza la seconda il primo finisce per proteggere poco. Poter vietare l'acquisizione di un'impresa quantum nazionale serve a poco se le capacità computazionali da cui il Paese dipende risiedono comunque all'estero, perché la risposta completa richiede infrastrutture nazionali, competenze diffuse e filiere presidiate.

Architettura di un emulatore quantistico nazionale come capacità di sovranità tecnologica
Sviluppo, test e formazione su infrastruttura domestica, la sovranità che completa lo scudo normativo.

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